Rocco Gatto nasce a Gioiosa Ionica il 26 agosto 1926. Fa il mugnaio, è iscritto al Partito Comunista Italiano e nel tempo libero ripara orologi. Nel 1977 viene ucciso dalla ’ndrangheta per non aver pagato e per aver denunciato, con nomi e cognomi, chi lo minacciava. Il 26 agosto 2026 sono cento anni esatti dalla sua nascita, e il FilMuzik Arts Festival dedica a quella data una giornata nella sala museale di Palazzo Amaduri.
L’associazione che organizza il festival conserva il suo archivio, e non per caso: il direttore artistico Alberto Gatto è suo nipote. Il Piccolo Museo che porta il suo nome, insieme a quello del sindaco Francesco Modafferi, si trova al piano superiore dello stesso stabile dove il mulino lavora ancora oggi.
Il mulino, e quello che il paese chiamava “la richiesta”
Gatto entra al mulino come garzone e nel 1964 ne diventa proprietario. Poco dopo arrivano le richieste estorsive della cosca Ursino, che in quegli anni controlla Gioiosa e buona parte della Locride.
Lui non paga. Seguono minacce, intimidazioni, furti, e infine l’incendio del mulino. Continua a non pagare. È una scelta che nella Calabria degli anni Settanta isola prima ancora di esporre al pericolo: il pizzo, allora, non era una notizia da prima pagina ma una spesa che quasi tutti mettevano in conto.
Il coprifuoco del 1976 e la denuncia
Il 6 novembre 1976 il capocosca Vincenzo Ursini muore in un conflitto a fuoco con i carabinieri. La ’ndrina impone al paese una specie di lutto obbligatorio: negozi chiusi, mercato sospeso, silenzio.
Gatto rifiuta di adeguarsi e denuncia ai carabinieri e alla magistratura chi aveva imposto la chiusura. Fa i nomi. È la seconda volta che si mette contro la cosca, e questa volta lo fa per iscritto e davanti allo Stato.
12 marzo 1977
La mattina del 12 marzo 1977 Gatto guida il suo furgone da lavoro sulla strada verso Roccella Ionica. Sotto un ponte lo aspettano. Tre colpi di lupara.
Ha cinquant’anni.
Quello che succede dopo
Il paese non resta a guardare. La gente scende in piazza, la protesta contro la ’ndrangheta diventa pubblica e collettiva. Gioiosa Ionica si costituisce parte civile nel processo, prima in Italia a farlo contro la ’ndrangheta, con il sindaco Francesco Modafferi che due anni prima aveva già guidato il primo sciopero generale antimafia del Paese.
Attorno a quella stagione si muovono altre figure che il paese ricorda: don Natale Bianchi, che rompe il silenzio di una parte del clero, e il capitano dei carabinieri Gennaro Niglio, che alla cosca dà la caccia sul serio.
Nel 1978 sul muro di piazza Vittorio Veneto arrivano artisti della CGIL di Milano e dipingono il murale dedicato a Rocco Gatto e alle vittime della criminalità organizzata. È restaurato nel 2008 e da lì viene la frase che l’associazione ha fatto propria: «Lotta, unità e partecipazione popolare per la crescita civile e democratica di Gioiosa Ionica e del Meridione».
Il processo
Per l’omicidio due imputati vengono assolti nel 1979 per insufficienza di prove. Lo stesso procedimento si chiude in appello nel 1986 con condanne per estorsione aggravata, confermate in Cassazione nel 1988.
Per l’omicidio di Rocco Gatto, quindi, nessuno ha mai scontato una pena. È il motivo per cui il suo nome compare negli elenchi delle vittime di mafia senza giustizia.
La medaglia, e un abbraccio fuori protocollo
Nel 1982 la medaglia d’oro al valor civile viene consegnata a suo padre, Pasquale Gatto, che per anni aveva continuato a chiedere giustizia per il figlio. A riceverlo al Quirinale è il presidente Sandro Pertini, che interrompe il cerimoniale e abbraccia quell’uomo anziano in lacrime.
Perché un festival di cinema musicale se ne occupa
Il FilMuzik Arts Festival assegna ogni anno il Premio Rocco Gatto alle opere di impegno civile, con una votazione che coinvolge le scuole prima della manifestazione. Non è un fuori programma: il festival nasce dentro un’associazione che tiene insieme produzione audiovisiva, didattica e archivio storico, e che nel museo custodisce documenti, fotografie, manifesti, articoli di giornale e registrazioni degli anni Settanta e Ottanta.
Per i cento anni dalla nascita, il 26 agosto 2026 la sala museale di Palazzo Amaduri ospita le proiezioni delle opere calabresi selezionate per il premio: alle 17.00 Medma non si piega di Gianluca Palma, sull’omicidio di Peppe Valarioti a Rosarno nel 1980, alle 18.30 Fino alla fine Comites! Meridionali nella Resistenza di Maurizio Marzolla, alle 19.30 Chi ha ucciso Giovanni Losardo? di Giulia Zanfino, alla presenza della regista e di Antonio Nicaso. La sera, nel giardino, la proiezione di The Sea di Shai Carmeli-Pollak.
Il programma completo dell’ottava edizione è nell’articolo sul FilMuzik Arts Festival 2026.
Visitare l’archivio e il museo
Il Piccolo Museo “Rocco Gatto e Francesco Modafferi” si trova a Gioiosa Ionica, nello stabile del mulino. Il patrimonio è in fase di catalogazione e digitalizzazione. Per visite, ricerche e percorsi didattici con le scuole si scrive a info@birdproduction.it o si telefona allo 0964 51657.
